Sala del Ricevimento

Il nome è dovuto probabilmente all’utilizzo della sala come rappresentanza nelle cerimonie ufficiali.
Fa parte della matrice Sveva del Castello e conserva all’interno chiari caratteri gotici – cistercensi, quali l’essenzialità delle forme, il ridotto verticalismo e la solidità delle masse murarie, elementi molto simili a quelli presenti nelle sale del Castello Ursino di Catania.
I documenti grafici lasciati dai Borboni permettono di affermare che al tempo il Salone era diviso in due da un muro, ed era adibito a magazzino d’artiglieria.
A sinistra si nota un arco ad ogiva che mette in comunicazione la sala con il cortile interno. Sempre sullo stesso lato, nel ‘700, fu aperto, al posto della finestra, un altro varco verso il cortile.
A destra invece è visibile il grande camino, utilizzato nel XIII secolo come sistema di tiraggio per riscaldare i piani superiori, ma interamente ricostruito nel 1953 dopo che al suo posto nel ‘700 fu creato il nuovo ingresso al Castello.
In fondo, a destra, una porta introduce nell’area conosciuta come “Sala della Regina Isabella d’Aragona”, e corrispondente al piano terra della torre quadrata di nord-ovest. L’ambiente è infatti illuminato solo da strette feritoie a scopo difensivo.

Sala del Ricevimento
Sala del Ricevimento

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