Torre ottagonale

Elemento di dichiarata matrice sveva, la torre ottagonale è posta in posizione sud-est. La sua forma, tipica delle costruzioni ordinate da Federico II (una su tutte Castel del Monte ad Andria) racchiude un forte significato simbolico: il numero otto infatti è la figura intermedia tra il quadrato, la terra, ed il cerchio, l’infinità del cielo, e nella cabala è il numero legato all’eternità. Federico II, molto affascinato da questi temi simbolico esoterici, utilizzava nella sue costruzioni anche molta geometria. Spesso infatti le torri assumevano funzione di gnomone, permettevano cioè di individuare l’altezza del sole e quindi segnare le ore. Lo studio di questa antica scienza, e l’applicazione degli schemi costruttivi medioevali, ha permesso a diversi studiosi di avanzare ipotesi sulla originaria altezza della torre, che probabilmente era compresa tra i 18 e i 23 metri. Questo studio avalla la teoria che la torre avesse originariamente almeno due livelli, notizia tra l’altro accertata anche da diverse rappresentazioni della Città e dal ritrovamento di un condotto di scarico proveniente da un piano superiore. E’ documentato che già nel primo quarto del XIX secolo, il secondo piano non era più presente.
La volta, autoportante, realizzata con otto costoloni impostati su piccole mensole, è definita ad ombrello, ed è anche questa tipica delle edificazioni sveve. Particolarità Bruzia è però la calotta schiacciata, con spicchi ribassati, realizzata con grande maestria mediante la sovrapposizione orizzontale di quadrelli.

torre


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